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Cambiar vita senza fatica

Da tredici anni, due bolognesi vivono felici a Minorca. Con una tribù di sette figli, nonno e cane. Lui fa l'agente immobiliare, lei torte dolci e salte di successo
Cambiar vita senza fatica

A un’ora e mezzo di volo dall’Italia c’è un’ isola felice. È Minorca, nelle Baleari, riconosciuta “riserva della biosfera” nel 1993 dall’Unesco. Un posto incontaminato per gran parte del suo territorio, dove per chilometri si può ammirare solo una campagna che a tratti ricorda l’Irlanda, dove non esiste delinquenza e molte case non hanno la serratura. E fuori dalla porta si usa lasciare ancora la bombola del gas finita con sotto i soldi per l’addetto che la sostituirà. Siamo in Spagna, uno dei paesi più colpiti dalla crisi, ma qui non ce ne si accorge. Tutt’altro. E si capisce perché i bolognesi Gianni e Chiara Virgili, oggi 49 e 44 anni, abbiano deciso di cambiare vita e trasferirsi qui, dal 1999.
«Tutto nasce nel giugno del 1997 dopo un week end. È stato amore a prima vista. Siamo rientrati in Italia, una breve vacanza in Sardegna, e a settembre siamo ritornati a Minorca, dove abbiamo comprato una villetta a Son Bou, la spiaggia più grande dell’isola».
Vacanza dopo vacanza i Virgili iniziano gradualmente ad adattarsi all’isola «e ogni volta stavamo sempre meglio, fino a che ci siamo trasferiti. A tredici anni dopo quella scelta e qualche figlio in più (sette in tutto, compresi i maschi più grandi del primo matrimonio di Chiara), siamo ancora qui».
Gianni si occupa di mediazione immobiliare (www.fincasesmoli.es), costruzione (www.virfin.es) e promozione. Ha ristrutturato e costruito numerosi immobili sull’isola, dove vige una rigida normativa edilizia, non solo sulla costa, ma anche all’interno. Vende casali, appartamenti e ville con piscina in tutta Minorca. È un professionista di riferimento sull’isola, soprattutto per i clienti italiani. Chiara, laureata in giurisprudenza, è stata mamma e casalinga fino al 2009, ma «ho sempre avuto la passione per la cucina».
Ed ecco che a Minorca le si presenta l’occasione della vita quando un amico ristoratore le chiede di sostituire per un breve periodo l’addetto ai dolci. Chiara accetta l’offerta e si applica con creatività e dedizione.
«Una volta terminata la sostituzione, i clienti reclamavano i miei prodotti. Così dopo un po’ ho preso in affitto un piccolo laboratorio e ho avviato una produzione in proprio, soddisfacendo le richieste di diversi ristoratori».
Oggi Chiara è una delle pasticciere più gettonate dell’isola, tanto da non riuscire a soddisfare le numerose richieste.
«Per scelta, fornisco solo alcuni ristoranti di amici. In famiglia c’è ancora bisogno di me».
Tra le sue specialità: cheese cake, torte dolci e salate, tiramisù.
«Amo anche inventare ricette nuove come la torta al cioccolato senza glutine per i celiaci. E alcuni ordinano anche la pasta fresca ripiena stesa con il mattarello».
Eppure Bologna non è una delle peggiori città d’Italia per vivere.
«Ma già negli anni ‘90 non era più la stessa», risponde Gianni Virgili, «e i biassanot (bolognesi) erano una rarità già allora. Sono anni che non torno. Pur amando la mia patria non sento la necessità di lasciare Minorca, dove da 11 anni vive anche mio padre».
La qualità della vita sull’isola delle Baleari è molto alta. Ci sono quattro cliniche private e un ospedale pubblico costruito da quattro anni, davvero efficienti. I tempi di attesa per una visita specialistica gratuita oscillano sui 15-20 giorni.
«Anche se per i medicinali, nell’ultima manovra finanziaria è stato inserito il ticket a carico del paziente, che finora non esisteva».
È vero che lo stipendio medio sull’isola è un po’ più basso, ma il costo della vita è inferiore. La benzina costa circa 50 centesimi in meno al litro; l’assicurazione dell’auto non supera i 200 euro l’anno, sanità (a parte il ticket per le medicine) e istruzione sono gratuite. La spesa si fa in supermercati che fanno parte di catene nazionali.
«Il pesce è fantastico, e la carne dell’isola superlativa. Gli animali sono al pascolo libero tutto l’anno. Il latte è speciale, la frutta e verdura locale pressoché tutte biologiche».
Anche le imposte sulla casa sono sopportabili, così come la tassa sui rifiuti. Le imprese pagano solo il 25% di tasse sugli utili, senza essere soffocate, e il dipendente costa in termini contributivi al datore di lavoro solo il 30% in più dello stipendio.
«Aggiungo due rispettivi vantaggi per entrambi: è molto più facile licenziare (pagando le dovute indennità) ma in cambio c’è una cassa integrazione che copre il lavoratore per almeno due anni con almeno sei mesi di contribuzione».

«Ha più coraggio chi resta in italia»
Da Mahon, la capitale, verso la punta estrema di Ciutadella, a ovest, si passa da spiagge bianche bellissime a fiordi mozzafiato e la massima distanza da un punto all’altro non supera i 48 chilometri. La gente è cordiale e socievole e dà il benvenuto a tutti.
«Il primo anno Chiara doveva andare in posta e aveva parcheggiato male l’auto, con i bambini dentro. Arriva un vigile di corsa, ci aspettiamo una contravvenzione, invece il vigile tranquillizza mia moglie e si mette ad accudire i bimbi in auto». «Forse è più coraggioso di noi chi continua a lottare nel Belpaese», prosegue Gianni. «Qui tutto è più semplice: burocrazia, vita, logistica. Quando accompagno i bambini a scuola, oltre a costeggiare un mare meraviglioso, non trovo semafori e incrocio al massimo tre auto. Non esistono code, clacson o inquinamento».
Virgili si può permettere di affrontare riunioni di lavoro in bermuda e scarpe da barca. E da 13 anni non si annoda una cravatta. Che opportunità ci sono di mollare tutto in Italia e imitare la vostra scelta di vita?
«Premesso che oggi ottenere prestiti bancari è difficile in tutta Europa, nell’isola qualcosa è possibile, ma dipende sempre dalle garanzie disponibili», ammette.
Qui l’economia trainante è il turismo. Non mancano così opportunità nell’affitto di ville, noleggio di auto, moto e barche. In crescita gli agriturismi e gli alberghi rurali.
«Numerosi italiani hanno ottimi ristoranti. C’è chi si è trasferito iniziando a produrre mozzarelle e ricotta con il latte minorchino; altri creano ed esportano bigiotteria».
Una buona idea potrebbe essere aprire una linea di catering per privati e per le barche. Attenzione però, «occore una buone dose di modestia, sapersi accontentare e amare l’isola. È un errore pensare di aprire un’attività e diventare ricchi dall’oggi al domani. La grande ricchezza è quello che ci circonda, il resto conta meno».
Di sicuro c’è che a Minorca la burocrazia è quasi inesistente, il che agevola la vita quotidiana e lo sviluppo locale.
«Le licenze sono libere, basta rispettare le norme locali, e quando si è pronti, si parte. Noi italiani siamo ancora convinti che in Spagna stiano peggio che in Italia? Di certo non a Minorca, dove è raro trovare una carta per terra, anche nelle più sperdute e incantevoli calette della piccola isola; tutti si salutano, si rispettano e sorridono. Chiunque sia alla guida si ferma sempre per far passare un pedone sulle strisce. Chi non lo fa, è di sicuro un turista».
Ultimo esempio del bien vivre minorchino?
«Venga oggi pomeriggio a pescare i tonni», ci invita Virgili. «Questa sera, al rientro dalla barca, li cuoceremo tutti insieme sulla griglia».


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