Pubblicato il 06 luglio 2012.
Ridurre i costi dell’illuminazione pubblica si può. E spesso si deve, se si vogliono ridurre le emissioni e soprattutto, visti i tempi che corrono, spendere meno. L’illuminazione delle strade, nei bilanci municipali, è una voce che pesa, ma che consente spazi di manovra significativi (fino al 35-45% di riduzione dei consumi energetici), a seconda delle tecnologie installate.
Per le grandi città che da tempo hanno avviato programmi di sostituzione i risparmi potranno essere più contenuti, ma si presentano ampi per i comuni minori, quasi sempre dotati di sistemi di illuminazione antiquati.
Come dimostrano le percentuali elevate ancora esistenti di apparecchi a vapori di mercurio – con bassa efficienza, bassa durata e costi onerosi di smaltimento – che le grandi città (ad esempio Torino) hanno iniziato a sostituire già a partire dagli anni ‘80. I Comuni della fascia tra i 5 e i 50 mila abitanti sono numerosi (2.350) ed è soprattutto a questi che si rivolge il progetto Lumière dell’Enea. Anche se l’adesione (gratuita) è aperta a tutti.
«Il progetto è in fase di decollo e si caratterizza», spiega Nicoletta Gozo, che ne è la coordinatrice, «per essere molto concreto, finalizzato a fornire supporto alle amministrazioni locali nell’individuare le soluzioni e le tecnologie più efficienti, nonché tutte le informazioni finanziarie».
Come ad esempio accedere ai certificati bianchi piuttosto che al Fondo rotativo Kyoto, creato per l’efficienza energetica. O come consorziarsi con altri Comuni per negoziare contratti più vantaggiosi con i venditori di energia.
A oggi hanno aderito a Lumière in modo diretto oltre 300 Comuni e 800 attraverso le associazioni.
«In questi primi mesi», racconta Gozo, «abbiamo effettuato una serie di incontri con diverse realtà locali per illustrare il progetto, dando la possibilità agli amministratori di interloquire con molti attori dell’efficienza energetica. Come, tra gli altri, il responsabile della Cassa depositi e prestiti per il fondo Kyoto, i professionisti delle Esco (le società di servizi energetici), i responsabili dei bandi di gara Luce2 di Consip, le aziende che producono tecnologie e sistemi integrati chiavi in mano».
Perché l’illuminazione pubblica diventi efficiente non basta infatti disfarsi delle vecchie lampade: occorrono tecnologie e software di gestione adeguati, in modo da ottimizzare i flussi luminosi, programmare la manutenzione e soprattutto integrare l’illuminazione in un sistema che prevede, oltre la gestione dei semafori, la video sorveglianza piuttosto che il tele soccorso o le centraline di analisi dell’aria. Il nuovo sistema, inoltre, deve essere già predisposto per le funzioni del prossimo futuro, come le colonnine di ricarica delle auto elettriche e lo scambio di informazioni richiesto dalle reti intelligenti, oggi in fase sperimentale.
Che le tecnologie digitali servano già da subito a contribuire al risparmio energetico è testimoniato da Gianluigi Gereschi di Impu Elettronica, una delle aziende private che collaborano energetigratuitamente al progetto Lumière.
La società di Cattolica, con numerose e prestigiose realizzazioni all’estero, ha fornito sistemi digitalizzati anche a due piccoli Comuni italiani: Fara Gera d’Adda (Bg) con 1.196 punti luce e S.Giovanni in Persiceto (Bo), con 5 mila punti luce. Nel primo caso il risparmio certificato è stato del 43%, nel secondo del 37%. Stando all’immediato, è già stata inviata a tutti i 2.350 Comuni una prima stesura (quella definitiva sarà pronta a settembre) del manuale-guida dell’efficienza, redatto con un linguaggio di facile consultazione anche per i non addetti ai lavori. Allo stesso modo è stato individuato un modello pilota di analisi e intervento, costruito sulla base di audit energetici svolti (anch’essi gratuitamente) presso una quindicina di Comuni. Infine, è in fase di definizione la realizzazione di una piattaforma integrata sperimentale, che sarà poi installata presso il comune di Marcallo Casone, nel milanese.
Servirà da vetrina per verificare in concreto i vantaggi economici e le nuove opportunità dei sistemi progettati.