Pubblicato il 06 luglio 2012.
«Boom del Movimento a 5 Stelle? Veramente ricordo solo il boom degli anni ‘60».
«Dall’anno prossimo il Presidente potrà godersi il meritato riposo».
Un botta e risposta al vetriolo tra il più istituzionale dei politici italiani, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e l’ex comico che sta scuotendo dalle fondamenta la vita politica nazionale.
Il confronto si gioca sui video
Ma cosa pensa la Rete di questi personaggi che più agli antipodi non potrebbero essere? Complice il fatto che sono più i giovani ad animare le discussioni sul
web, Beppe Grillo (64 anni), è molto più popolare sul web del presidente Napolitano (87), sia quantitativamente che qualitativamente: tra i due, il 54% delle conversazioni online sono su di lui, e di queste ben il 38% è positivo; l’impatto emotivo delle parole utilizzate è stranamente basso, sia nei toni positivi che negativi. Giorgio Napolitano invece raccoglie una percentuale sorprendentemente alta di opinioni negative, 43%, e solo il 5% di positive; ma, sebbene l’impatto emotivo sia più alto nei toni negativi, non tocca mai punte di lesività.
Gran parte del confronto tra i due si gioca (per ben il 48%) su risorse video; solo il 19% riguarda testate giornalistiche e il 16% i blog. I video di Grillo più postati e visualizzati sono sostanzialmente quelli di carattere politico. Il primo video, con oltre un milione e duecentomila visualizzazioni (la prima nel settembre 2008, l’ultima a giugno di quest’anno), si chiama “Spezzone da non perdere” e totalizza ben cinque volte tanto il video più visualizzato su Napolitano, postato da un utente italiano ma riguardante l’accusa, piuttosto pesante, avanzata da una tv tedesca, di aver gonfiato i rimborsi spese per viaggi.
Pochi fan per il Capo dello Stato
Il coefficiente reputazionale di Grillo è decisamente migliore (1,13 contro 0,04 di Napolitano); la comunicazione è l’area che ha l’impatto più positivo sulla reputazione di entrambi, mentre l’immagine personale è l’aspetto meno efficace, e nel caso di Napolitano fa scendere il coefficiente sotto lo zero. Anche i numeri di Facebook danno ragione a Grillo – che del resto, è nato come politico anche grazie al suo blog, antesignano dei social media: si contano ben 116 Fan Page e 25 Gruppi attivi dedicati a lui e alle sue attività (MeetUp, VDay…), per un totale di quasi 120 mila persone tra fan e membri, che hanno generato 15 mila tra post e commenti.
Napolitano invece annovera “solo” 24 Fan Page, con meno di 10 mila fan e poco più di 1.700 post e commenti. Nonostante la sua popolarità, vene spesso criticata sul web l’immagine personale di Beppe Grillo (molti gli rinfacciano di aver sempre sostenuto le auto ecologiche ma di avere una Porsche). C’è chi paragona Grillo al Berlusconi del ’94. Per quanto riguarda Napolitano, tutto sommato è positiva la celeberrima parodia che Maurizio Crozza fa in video del presidente, raffigurato come un vecchietto arzillo, un po’ prigioniero del suo ruolo istituzionale. Il quotidiano Repubblica in rete cerca di sminuire l’ironia graffiante, per rafforzare l’idea che G
iorgio Napolitano sia un’icona e un simbolo di autorevolezza. Dal punto di vista politico, c’è chi critica aspramente Grillo e il suo movimento, in particolare per le sue sparate troppo scenografiche e di poco contenuto. Critica condivisa dallo stesso Presidente Napolitano, che ha stigmatizzato l’origine a suo dire anti-politica del movimento. Napolitano viene duramente criticato per la scelta di fare comunque la parata del 2 giugno, nonostante il terremoto in Emilia. Per quanto riguarda la comunicazione, Beppe Grillo ha aspetti ambivalenti: se da un lato è sicuramente riconosciuta la sua singolare verve oratoria, dall’altro viene duramente criticato per come la usa: per esempio i Vaffa day, o quando sostiene che l’Aids è un complotto delle multinazionali o che lo Stato è peggio della mafia.
Dal canto suo, Napolitano raccoglie dure critiche per la sua difesa del ruolo dei partiti nel discorso in occasione del 25 aprile. E negativi anche i commenti per uno dei suoi discorsi di fine anno, in particolare quando fa riferimento ai giovani e al loro distacco dalla politica.
Perché nel web il comico piace più del presidente
«È evidente che per il popolo del Web Grillo vince su Napolitano», commenta Andrea Barchiesi, A.D. di Reputation Manager. «Sicuramente i ruoli dei due personaggi sono molto diversi e, insieme al dato anagrafico, contribuiscono a influenzare la maggiore o minore attività sociale sul web. Questo spiega la grande quantità e qualità delle conversazioni su Grillo rispetto a quelle su Napolitano. L’analisi ha preso in considerazione l’intera biografia dei due contendenti, e va pertanto letta in una prospettiva storica: Napolitano è l’attuale Presidente della Repubblica, ma è anche un politico di professione, una figura importante specie a cavallo di un periodo storico cruciale come il passaggio dalla Prima alla Seconda Repubblica. Dunque la Rete lo giudica anche per le posizioni, non sempre condivise, assunte in quel periodo. A favore di Grillo gioca l’ impegno sul web 2.0 pioneristico col suo blog, portato avanti in modo coerente fino a oggi. Chi mantiene viva la conversazione in Rete, infatti, accumula un patrimonio di credibilità da spendere anche quando la discussione potrebbe assumere toni negativi. E riesce a bilanciarla proprio grazie all’immagine acquisita nel tempo di persona aperta al dialogo e credibile».