Pubblicato il 05 luglio 2012.
Finite fuori dei riflettori dopo la terribile crisi dei primi anni del millennio, le tecnologie che gravitano intorno a internet hanno continuato a crescere e il loro uso a diffondersi. Uno dei trend più importanti, persino rivoluzionario, tuttora impegnato in una crescita esplosiva, è la transizione verso il consumo di traffico internet in mobilità, che ha creato nuovi protagonisti e messo in ombra vecchi leader di mercato, come Windows, Google, Nokia. Stiamo parlando ovviamente dell’arrivo sul mercato di smartphone e tablet, che si sono rivelati forse il prodotto di maggiore successo degli ultimi anni e che hanno di fronte, sia nei paesi sviluppati sia negli emergenti, un enorme mercato. L’avvento di internet in mobilità, e di tutta un’economia basata sulle app, ha beneficiato soprattutto due colossi dell’elettronica: Apple e Samsung Electronics.
La guerra per finta di Apple e Samsung
Le due società non potrebbero essere più diverse: da una parte un’azienda partita grazie al genio e alla follia del suo fondatore Steve Jobs, figlia di quel capitalismo informale e distruttivo, nella sua creatività, tipico dell’hi tech californiano. Dall’altra parte vi è il ramo elettronica di consumo di una conglomerata coreana con interessi in molti segmenti economici e con una struttura gerarchica molto rigida e di tipo confuciano. A rendere ancora più peculiare la situazione c’è la strana simbiosi in cui questi due gruppi coesistono.
Infatti Samsung e Apple sono fieri rivali a livello di prodotti finiti, dove si danno battaglia anche a colpi di numerose cause legali, ma il colosso coreano è il maggiore fornitore di componenti come microchip e schermi all’azienda di Cupertino. Non a caso il titolo Samsung di recente è sceso molto a Seul, quando Apple ha annunciato di volersi rivolgere a un rivale giapponese per un grosso ordine di memorie Dram per il nuovo iPhone 5.
In borsa restano ancora una certezza
Le strategie di Apple appaiono vitali per riuscire a spingere su grande scala alcune nuove tecnologie, quali ad esempio gli schermi Amoled, creati dal rivale asiatico. Allo stesso tempo nel campo di cellulari e tavolette di fatto si è creato un duopolio, con Apple-Samsung che generano qualcosa come il 99% dei profitti di questa industria. Apple mantiene una leadership nei tablet e nella fascia più elevata, mentre i coreani presentano una maggiore varietà di modelli e stanno comunque proponendo prodotti sempre più costosi e sofisticati attaccando frontalmente, soprattutto in Asia, la leadership dell’azienda Usa. Alla base del successo di Samsung, che molti chiamano la nuova Sony, è stato un mix costituito di eccellenza nell’hardware, di expertise guadagnato fornendo parti ai più blasonati rivali (cause legali a parte) e di rapida adozione del sistema operativo Android. Acquistare azioni Apple e Samsung consente dunque di avere la rara opportunità di scegliere due aziende con una posizione ormai non più facilmente attaccabile dai concorrenti, in un settore a crescita esplosiva. Dall’altra parte i rischi abbondano: come abbiamo detto, i rapporti fra questi due pesi massimi non sono idilliaci e rischiano di danneggiare le rispettive prospettive a vantaggio dei rivali. Inoltre le azioni non sono economicissime, con corsi che dipendono in gran parte da previsioni di crescita degli utili alquanto ottimistiche. A queste considerazioni si aggiunga il fatto che il comparto tecnologico è ciclico: il suo andamento tende a seguire e amplificare lo sviluppo del ciclo economico, che in questo periodo non è certo ai massimi. Non a caso fra aprile e maggio, durante la correzione dei mercati finanziari, Apple ha perso quasi il 19% dai massimi storici, per poi riprendere parte del terreno rapidamente. Un andamento molto simile ha avuto anche Samsung. Dunque due colossi tecnologici e dei beni di consumo, in un segmento dagli incrementi miracolosi: attenzione però alle possibili sbandate.