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Un giorno con il vento in poppa

Venerdì 15 giugno si terrà la quarta edizione del Global Wind Day; l'evento ha l'obiettivo di promuovere l'utilizzo dell'energia eolica
Un giorno con il vento in poppa

Appalti, cricche, polemiche tra ambientalisti e amministrazioni. Quando si parla di eolico, in Italia si pensa a tutto tranne che alle potenzialità energetiche di una risorsa, il vento appunto, che è in grado di fare la sua parte nella conversione del fabbisogno nazionale a forme rinnovabili.

Per riportare la discussione sui giusti binari, venerdì 15 giugno si celebrerà in tutto il mondo la quarta edizione del Global Wind Day – giornata mondiale del vento -, iniziativa promossa dalla European Wind Energy Association (Ewea) e il Global Wind Energy Council per promuovere in tutto il mondo l’utilizzo dell’energia eolica.

Dopo gli oltre 230 eventi organizzati in 40 Paesi nel 2011, quest’anno gli organizzatori puntano a migliorarsi, guardando soprattutto oltreoceano. Infatti, se in Europa la manifestazione ha ormai una sua tradizione (si celebra dal 2007) e un suo seguito, nel resto del mondo i margini di crescita sono notevoli: soprattutto il continente americano sta iniziando a rispondere all’invito degli organizzatori.
Tra gli eventi già in calendario, una corsa di beneficienza ad Amburgo, un torneo di calcio al Wembley di Londra, concorsi di pittura per le scuole in Nuova Zelanda, la “Energy week 2012″ a Boston e la spettacolare discesa i n corda doppia dalle turbine in Austria. Il tutto con 16 ambasciatori d’eccezione, tra i quali il Direttore Generale di IRENA, Adnan Amin.

Inutile negare che l’appuntamento, cadendo a una settimana dalla conferenza sul clima di Rio de Janeiro, cercherà anche di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli opinion maker sulle potenzialità e le applicazioni dell’eolico e, in generale, delle fonti rinnovabili.
I dati forniti dagli organizzatori, infatti, tratteggiano uno scenario poco ottimistico per il prossimo futuro: nel 2030 la popolazione mondiale passerà da 7 a oltre 8 miliardi di persone, con un aumento del 40% del consumo di energia primaria, per metà coperto dai combustibili fossili.
Conseguentemente, anche le emissioni di Co2 aumenteranno, si stima nell’ordine del 30%.
Con queste premesse, sottolineano dall’Ewea, scegliere le “fossili” per coprire la crescita dei consumi di energia primaria potrebbe rappresentare una scelta miope e molto rischiosa.


Redazione
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