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Che idea, la nuova cambiale!

La Commissione finanze sta studiando un documento per offrire anche alle piccole e medie imprese italiane la possibilità delle commercial paper. Un utile strumento per finanziarsi sul mercato senza passare dalle banche
Che idea, la nuova cambiale!

Economia che rallenta, spread che sale, credit crunch che si stringe, sofferenze in aumento, rientro dei finanziamenti erogati alle imprese, aumento del numero dei fallimenti…
Sembra un ritornello di pessimismo da cui è difficile uscire. Al punto che non si cerca più una soluzione al problema, ma si cerca di mitigarne gli effetti, con lo sblocco dei pagamenti pubblici, la compensazione con i crediti vantati, le erogazioni miliardarie da parte della Bce verso il sistema bancario.
Il cupo panorama finanziario non è un destino uguale per tutte le imprese italiane. Alcune, quelle di maggiori dimensioni, stanno addirittura approfittando della situazione emettendo commercial paper all’estero, in Germania specialmente, dove i tassi sono più bassi. Si tratta di un’opportunità preclusa alle Pmi Italiane, che a causa di un vecchio retaggio legislativo, e di una politica di cartello attuata dal sistema bancario, vivono una realtà unica nei paesi maggiormente sviluppati.

In Italia è normale che le risorse finanziarie delle aziende siano per la quasi totalità rappresentate da strumenti bancari tipicamente a breve o medio e sovente soggetti a revoca. Sto parlando di anticipi di cassa, anticipi fatture (auto liquidante), altre forme tecniche di finanziamento tipicamente bancario.
Il sistema imprenditoriale italiano, in un Paese dove negli ultimi tre anni si sono quotate cinque aziende in tutto, sta diventato sempre più bancocentrico, come lo ha definito il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, determinando un grave limite allo sviluppo.
Oggi un’azienda di piccole e medie dimensioni che voglia finanziarsi non ha alternative al bancocentrismo e ciò contribuisce alla crisi. Le statistiche sono impressionanti, il calo degli impieghi sta fermando il Paese.
In Italia la Commissione finanze, nel documento finale di un’indagine conoscitiva sul mercato degli strumenti finanziari, ha fatto riemergere le “cambiali finanziarie“, le commercial paper italiane, proponendo una revisione della legislazione, la legge 43 del 1994, che le regola. Lo scorso 15 maggio, dopo mesi di lavoro, la Commissione ha adottato un testo unico proponendo una interpretazione dello strumento di straordinaria attualità. La proposta parte da un principio semplice ed efficace: è tutto permesso, salvo quello che espressamente vietato. E si è limitata a indicare i requisiti di chi emette carta commerciale e le garanzie che devono accompagnare l’emissione. Ne ha previsto la dematerializzazione, per permettere la nascita di un mercato, e ne ha allungato la durata sino a trentasei mesi per configurarle come uno strumento di finanziamento di medio periodo.
Insomma se, come previsto dal presidente della commissione, il testo unico sarà presto approvato in sede legislativa, è concreta la possibilità che prima dell’estate le Pmi abbiano uno straordinario strumento per intercettare il risparmio, ancora molto solido, degli italiani. Che sarà orientato, finalmente, al finanziamento delle imprese e non a concorrere sterilmente alla capitalizzazione delle banche.


Nicola Porro
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