Pubblicato il 21 febbraio 2012.
Quello che il Parlamento non ha fatto in dieci anni, a Internet è riuscito nel giro di una settimana.
Grazie alla campagna mediatica europea a favore della tutela dei ciclisti (lanciata a inizi febbraio dal Times di Londra), anche i politici italiani hanno fatto loro questa battaglia, avanzando una proposta di legge che verrà calendarizzata e poi discussa in Senato.
Il testo di legge (proposto da Francesco Ferrante, Senatore del Pd, e firmata da 61 tra deputati e senatori di ogni parte politica a eccezione della Lega Nord) riprende e sviluppa gli ormai famosi otto punti del manifesto del Times che, cosa non da poco, non comportano un esborso immediato di denaro pubblico. In tutto gli articoli sono 11.
Per quanto non si conoscano le tempistiche della discussione parlamentare, il sasso nello stagno è stato lanciato.
Lo dimostra il fatto che il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture si è già impegnato a effettuare un’indagine nazionale sul numero dei cittadini che utilizzano la mobilità ciclistica, sulle aree interessate, sulla dislocazione e la presenza delle piste ciclabili e, infine, sul numero di ciclisti oggetto di incidenti stradali.