Pubblicato il 22 febbraio 2012.
Evidentemente le unghie e i denti non sono bastati per difendere ogni articolo del decreto sulle liberalizzazioni. Se il premier Mario Monti aveva annunciato lunedì a Piazza Affari che il suo Governo avrebbe fatto di tutto per non cedere alle richieste delle lobby, quest’oggi si è registrato quello che molti hanno definito un cedimento sull’argomento, sempre caldo, delle licenze ai taxi.
L’Esecutivo ha infatti dato via libera in Commissione industria al Senato a un emendamento che depotenzia l’Autorità sui trasporti, i cui pronunciamenti in materia non sono più ritenuti vincolanti. A decidere il numero delle licenze necessarie, invece, saranno Comuni e Regioni.
L’emendamento elaborato dai due relatori Filippo Bubbico (Pd) e Simona Vicari (Pdl) recita che «l’Autorità dovrà monitorare e verificare la corrispondenza dei livelli di offerta del servizio taxi delle tariffe e della qualità delle prestazioni alle esigenze dei diversi contesti urbani. Saranno però Comuni e Regioni ad intervenire».
Per migliorare il servizio, invece, l’emendamento parla di «una maggiore libertà di organizzazione del servizio, sia per fronteggiare particolari eventi straordinari o periodi di prevedibile incremento della domanda e in numero proporzionato alle esigenze dell’utenza sia per sviluppare nuovi servizi integrativi come il taxi a uso collettivo».
Reazioni
Se per le associazioni dei consumatori aderenti a Casper (che riunisce Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori) l’emendamento depotenzia il decreto liberalizzazioni e rappresenta una sconfitta del Governo nei confronti delle lobby, il segretario della Cisl Raffaele Bonanni rincara la dose parlando di un esecutivo “forte con i deboli, debole con i forti”.
Ovviamente diverso il parere di Loreno Bittarelli, Presidente Nazionale Uritaxi.
«La nostra categoria ha concesso moltissimo per migliorare e ampliare il servizio, senza aver ottenuto in cambio alcuna contropartita. Ci siamo resi disponibili a svolgere turni integrativi e più flessibili con doppie guide, l’uso collettivo del taxi, tratte a tariffa fissa. Non abbiamo però ottenuto ancora risposte dal governo sullo sgravio dell’Iva sui beni strumentali o sulla possibilità di acquistare il carburante per l’uso professionale a prezzi agevolati».