Pubblicato il 01 dicembre 2011.
La stagione fredda è già iniziata e il cambio gomme torna a essere d’attualità. Gli pneumatici invernali sono la soluzione ottimale per attutire gli effetti sulla guida provocati da freddo, ghiaccio, brina, pioggia e neve. Le loro prestazioni riducono gli spazi di frenata fino al 50% rispetto a un radiale estivo. Sempre gli invernali sull’asfalto bagnato e con temperature basse riducono gli spazi di frenata fino al 15%. Un radiale invernale si riconosce grazie alla fitta lamellatura presente sui tasselli, mentre dal punto di vista legale è contraddistinto dalla marcatura M+S sul fianco. L’identificazione, obbligatoria, spesso è affiancata da una marcatura aggiuntiva che rappresenta tre montagnette e/o un fiocco di neve che identifica i prodotti ad alte prestazioni. A livello europeo le lobby del settore si stanno adoperando affinché, nell’ambito delle varie istituzioni sovrannazionali, si arrivi a un riconoscimento legale di queste marcature.
«Il corretto equipaggiamento del veicolo costituisce il primo passo per un viaggio sicuro», sostiene Roberto Sgalla, direttore del Servizio di Polizia stradale. «Dal 2003 in collaborazione con Assogomma promuoviamo campagne di sicurezza per controllare le condizioni di pressione e usura degli pneumatici. Il nostro impegno si fa più intenso con l’approssimarsi della stagione fredda, quando con pioggia o neve il ruolo degli pneumatici diventa ancora più importante».
Con le novità introdotte dal Codice della strada nell’estate del 2010, non essere equipaggiati con catene da neve o pneumatici invernali, laddove prescritto, oltre a essere una violazione di legge, «costituisce», sottolinea Fabio Bertolotti, direttore generale di Assogomma, «un gesto di irresponsabilità che può ripercuotersi negativamente su tutto il sistema della circolazione, di cui ogni conducente deve sentirsi parte integrante».
Ecco allora che la campagna per l’inverno 2011-2012, organizzata da Assogomma, inaugura anche la stagione dei controlli: le pattuglie della Stradale saranno impegnate in una capillare attività di verifica del rispetto delle ordinanze vigenti.
«Il Codice», commenta Bertolotti, «ha recepito la centralità di questo prodotto per la sicurezza stradale. Il primo articolo della legge si riferisce all’argomento pneumatici e al primo comma è prescritto che “(…) i veicoli siano muniti ovvero abbiano a bordo mezzi antisdrucciolevoli o pneumatici invernali idonei alla marcia su neve o su ghiaccio (…)”. Con questa modifica il legislatore ha recepito il cambiamento tecnologico/produttivo riconoscendo il termine “pneumatici invernali” al posto di “pneumatici da neve” in quanto si tratta di prodotti che offrono migliori prestazioni nella stagione fredda, non solo in caso di neve. Inoltre, la norma introduce una equivalenza tra pneumatici invernali e “catene a bordo”, senza il limite “in caso di neve”.
«Solo dieci anni fa», prosegue Bertolotti, «il mercato degli pneumatici invernali era limitato ad aree montane o zone abitualmente interessate da forti innevamenti: si trattava di prodotti che andavano a sostituire i chiodati. Solo tra il 2005 e il 2006 le vendite di pneumatici invernali al ricambio era di un milione di pezzi contro un mercato complessivo di 25/26 milioni: una nicchia. Negli ultimi due anni il mercato ha registrato incrementi significativi fino con 6,5/7 milioni di pezzi. E le previsioni per quest’inverno sono di 10 milioni di pezzi».
Assogomma, in collaborazione con il Servizio di polizia stradale, ha lanciato il progetto “Io uso pneumatici invernali” che prevede l’applicazione sulle vetture di un adesivo (5 cm x 5 cm) in distribuzione dai gommisti che montano pneumatici delle marche di tutte le aziende dell’associazione. L’adesivo non è obbligatorio e potrà essere apposto a montaggio avvenuto solo nel caso in cui la vettura sia munita di 4 pneumatici invernali.
Un po’ meno incidenti e vittime, anche se…
Diminuiscono gli incidenti, i morti e i feriti sulle strade italiane. L’annuale Rapporto Aci-Istat evidenzia nel 2010 un calo, rispetto all’anno precedente, di incidenti (211.404; -1,9%), morti (4.090; -3,5%) e feriti (302.735; -1,5%). Luglio si conferma il mese “nero”, sabato il giorno con più morti, le 18.00 l’ora più critica. Di notte si verificano meno sinistri, ma quelli che accadono risultano essere più pericolosi, e i week-end restano fortemente a rischio. I giovani “under 25” sono i soggetti più colpiti. Il maggior numero di incidenti, morti e feriti si verifica sulle strade urbane, ma quelli più gravi avvengono sulle extraurbane. Più sicure le autostrade, anche se è in crescita il numero dei morti. Tra i grandi Comuni, Verona, Palermo, Catania e Venezia presentano l’indice di mortalità più elevato; Bari e Milano quello più basso.
«Abbiamo mancato l’obiettivo Ue», osserva il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Enrico Gelpi, «ma il risultato è comunque importante, perché sono state salvate 14.500 vite umane sulle strade del Paese e risparmiati quasi 25 miliardi di euro in costi sociali. Investire in sicurezza e in formazione non rappresenta una perdita secca per nessuno: ogni euro speso in sicurezza stradale ne frutta 20 di risparmi, ed è possibile evitare un incidente mortale su tre.
«E nonostante le note criticità», ha concluso Gelpi, «nelle città la situazione comunque migliora».